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Incontro sulla riforma del terzo settore alla Spezia

L'11 gennaio presso L'Avis del Favaro alla Spezia si è svolta l'assemblea annuale ordinaria di Vivere All'ordine del giorno tra i vari punti che in genere sono presenti in un'assemblea annuale di un'associazione c'era quindi la votazione sul bilancio preventivo e consuntivo, sulle attività svolte e sulle quelle che verranno,  si è discusso in particolare della riforma del Terzo Settore di ciò che prevede e delle conseguenze e i riflessi su nostro territorio e in particolare si è votata la mozione che prevede che vivere insieme si batta perché alla legge che prevede un riordino dei centri dei servizi, una semplificazione volta al risparmio, venga fatta una deroga- E quindi che nella Regione Liguria i centri di servizio non vengano ridotti a due ma a tre: l'accorpamento di Savona Imperia,  Genova e mantenere alla Spezia Vivere Insieme.  Questo per una questione di buon senso: perché avere un solo unico centro per il Levante comporterebbe più spese per esempio in trasferte consulenti, spese per una sede e in generale anche un disagio per le associazioni che comunque avrebbero difficoltà a comunicare in modo diretto, senza contare che le associazioni di Genova sono molto più forti. La mozione  è stata approvata direi quasi all'unanimità. Altra questione posta in votazione è il riconoscimento di Vivere Insieme come personalità giuridica, requisito indispensabile alla richiesta di deroga per il mantenimento del centro dei servizi spezzino. 


In merito poi alla riforma e agli adeguamenti a cui sono tenute le associazioni il Presidente di Vivere Insieme Mauro Bornia ha precisato che una gran parte delle attività del Centro di Servizi sarà volta ad attività di formazione per le associazioni spezzine sulle nuove norme e adempimenti.


Cosa prevede la riforma del terzo settore?


Codice del Terzo settore


Per la prima volta si definisce per legge cosa è terzo settore, uscendo dalle formula sociologiche e indicando chiaramente nella legge e nei decreti quali enti e soggetti lo compongono. Il nuovo Codice riordina tutta la normativa riguardante gli enti del Terzo settore, che  saranno iscritti al “Registro unico nazionale del Terzo settore” un unico punto di riferimento, monitorato e gestito dalle Regioni ma su un’unica piattaforma nazionale che farà capo al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L’iscrizione al registro sarà vincolante per accedere ai benefici previsti dalla Legge e il Codice prevede diverse misure di promozione e sostegno per gli enti iscritti, oltre che  attività di monitoraggio, di vigilanza e di controllo. La nuova normativa mette a disposizione del Terzo Settore risorse pari a 190 milioni che saranno investite in nuovi incentivi fiscali, nella nascita di un Fondo progetti innovativi, nello sviluppo del Social bonus, nel lancio dei Titoli di solidarietà, oltreché in un incremento della dotazione del Fondo per il Servizio civile in modo da accrescere, anche per il 2018, i posti disponibili per i giovani che lo vogliono fare.


Scarica il testo del decreto sul Codice Unico Terzo Settore

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